Stop lobbying su olio di palma

L’Aidepi prevede un investimento di 55 mila euro per attività di lobbying per la promozione dell’olio di palma. Alla luce delle diverse problematiche ambientali e di violazioni di diritti umani che la produzione di quest’olio comporta, la senatrice Donno presenta una interrogazione ai ministri Lorenzin e Martina.

L’olio di palma è un grasso vegetale tropicale contenuto in migliaia di prodotti alimentari. Molte imprese dell’agroalimentare abusano di questa materia prima, sia per il costo estremamente basso, sia per la sua versatilità nell’industria dolciaria. La sua produzione, tuttavia, è correlata alla rapina delle terre, alla deforestazione di aree boschive, alla devastazione degli habitat naturali, operazioni che comportano gravi violazioni dei diritti umani, l’eliminazione della sovranità alimentare e la riduzione della biodiversità.

Da un articolo de “il Fatto alimentare” dello scorso maggio si apprende cheAidepi, l’Associazione delle industrie del dolce e della pasta, sta lavorando ad un progetto chiamato “Piano di comunicazione sul problema dell’olio di palma” che prevede un investimento di 55 mila euro per fare attività di lobbying verso direttori di giornali e tv, con l’obiettivo di veicolare il messaggio che l’olio di palma sia “eccellente”, faccia bene alla salute e non distrugga le foreste tropicali.
La somma investita dovrebbe essere utilizzata per organizzazione di “incontri conviviali” con i top media, direttori e capiredattori di quotidiani e televisioni e giornalisti specializzati.

Sulla scorta delle iniziative intraprese dai colleghi pentastellati dell’altro ramo del Parlamento, con un’interrogazione indirizzata ai ministri Lorenzin e Martina, la senatrice Daniela Donno ripropone in Senato una questione già nota all’Esecutivo, ma rispetto alla quale ancora non arrivano risposte.

“Abbiamo chiesto di far chiarezza circa l’iniziativa dell’associazione Aidepi – dichiara la pentastellata – sollecitiamo, inoltre, la promozione di una campagna di sensibilizzazione utile a diffondere i valori di un’alimentazione sana, che metta al centro le nostre eccellenze agroalimentari. Perseguire questi obiettivi vuol dire contrastare il problema dell’obesità e, nello stesso tempo, tutelare le aree boschive interessate, ponendo un blocco fermo alla devastazione degli habitat naturali dei Paesi di importazione dell’olio di palma”.


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